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<Sapete cos'è un cappello alpino?>
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E' il mio sudore che l'ha bagnato e le lacrime che gli occhi piangevano
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e tu dicevi: <Nebbia schifa>.
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Polvere di strade, sole di estati, pioggia e fango di terre balorde,
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gli hanno dato il colore.
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Neve e vento e freddo di notti infinite, pesi di zaini e sacchi,
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colpi d'armi e impronte di sassi,
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gli hanno dato la forma.
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Un cappello così hanno messo sulle croci dei morti,
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sepolti nella terra scura,
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lo hanno baciato i moribondi come baciavano la mamma.
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L'han tenuto come una bandiera.
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Lo hanno portato sempre.
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Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.
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Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.
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Amore per il cuore e canzone di dolore.
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Per un Alpino il suo
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CAPPELLO E' TUTTO.
Da una lettera trovata addosso a un Alpino caduto in Grecia.
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© Gilberto
Tedeschi – Monghidoro
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